La nonviolenza in Suriname

L’Associazione del Surinam OPETE SURINAM, promuove la nonviolenza come forma di soluzione dei conflitti

La Associazione Opete Surinam, aderisce alla 2ª Marcia Mondiale, promuovendo il dialogo e la risoluzione nonviolenta dei conflitti in Suriname.

In questa occasione ha propiziato il ravvicinamento di tribù surinamesi con il governo brasiliano, rappresentato dall’ambasciatore brasiliano in Suriname.

 

Il 22 luglio 2019, un gruppo di minatori armati hanno invaso il territorio indigeno uccidendo, vicino alla frontiera della Guayana Francese, un capo indígeno, Emyra Wajãpi.

Le tribù surinamesi mostravano la loro indignazione e preoccupazione.

Di fronte a tali azioni, le tribù surinamesi hanno mostrato la loro indignazione e preoccupazione, perché gli episodi di violenza sono frequenti, sono azioni che colpiscono le comunità indigene che vivono nelle aree comuni di confine tra Brasile, Guyana francese e Suriname, e che non possono rimanere impunite, né essere permesse, né, naturalmente, essere ripetute.

In relazione all’assassinio di Emyra Wajãpi, il trio delle tribù surinamesi, in collaborazione con l’organizzazione ambientalista Opete, ha presentato una petizione all’ambasciatore brasiliano in Suriname Paramaribo per esprimere il loro malcontento per quanto accaduto, e il governo brasiliano ha sottolineato l’importanza dei diritti della popolazione indigena.

Su questa base, 3 membri sono stati invitati in Brasile per una conversazione bilaterale con le popolazioni indigene a Boa Vista.

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