Dopo l’incontro del 19 novembre 2024 “Sentieri di Pace”, segnato dalla partecipazione attiva delle studentesse e degli studenti di UniPg per la Pace, il percorso avviato all’Università degli Studi di Perugia è proseguito attraverso momenti di riflessione e iniziative concrete.
Al centro di questo cammino vi è la Carta di Assisi, che promuove l’università come luogo di dialogo, incontro tra differenze e formazione alla pace. Nel confronto tra Rafael de la Rubia, promotore della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, il Rettore Massimiliano Marianelli, il professor Daniele Parbuono, delegato rettorale alle Politiche per la Pace, e la professoressa Elisa Delvecchio, codelegata rettorale alle Politiche per la Pace, è emersa la necessità di rafforzare il ruolo dell’università come spazio di responsabilità, partecipazione e costruzione di una cultura della nonviolenza.
Questo percorso ha trovato una nuova tappa il 12 maggio 2026 con l’incontro “Costruire la pace. Lo spazio del «tra» come luogo di pensiero, parola e azione”, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, studiosi e studenti per riflettere sul ruolo dell’università come bene comune e luogo di elaborazione di pratiche di pace.
Alle riflessioni si sono accompagnate scelte concrete. Con il Documento per la Pace in Palestina e la difesa dei diritti umani, l’Università di Perugia ha affermato che ogni accordo di cooperazione scientifica e didattica deve essere coerente con il rispetto dei diritti umani, della pace e della giustizia. Per questo l’Ateneo ha dichiarato di non voler stipulare o rinnovare accordi con università, istituzioni, aziende o altri soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, in gravi violazioni dei diritti umani o nell’industria bellica.
A dare attuazione a questi principi è stata inoltre l’istituzione di un Osservatorio di monitoraggio sugli accordi dell’Ateneo relativi alle zone di conflitto, chiamato a valutare la coerenza delle collaborazioni accademiche con gli indirizzi espressi dal Senato Accademico.
In questo contesto si colloca anche l’incontro del 16 giugno 2026, “Il coraggio del NO. Franco Rasetti, la scienza, l’etica”, promosso dal Dipartimento di Fisica e Geologia.
La figura di Franco Rasetti rappresenta un riferimento particolarmente significativo. Tra i protagonisti del gruppo dei ragazzi di via Panisperna e tra i maggiori fisici italiani del Novecento, Rasetti scelse di non partecipare allo sviluppo delle applicazioni militari della ricerca nucleare. Il suo “no” non fu un rifiuto della scienza, ma l’affermazione della responsabilità etica che deve accompagnare il sapere e le sue applicazioni.
Per questo l’incontro si è intrecciato idealmente con la lettura dell’Impegno Etico di Salvatore Puledda, che richiama ricercatori, educatori e professionisti a utilizzare le proprie conoscenze esclusivamente a beneficio dell’umanità e mai per opprimere o distruggere. Un appello che invita a mettere la scienza, la formazione e la ricerca al servizio della dignità umana, del dialogo e della nonviolenza.
Il percorso sviluppato dall’Università di Perugia mostra così come la pace non sia soltanto un tema di discussione, ma un criterio capace di orientare scelte culturali, accademiche e istituzionali. Una sfida che coinvolge l’intera comunità universitaria e che trova nella testimonianza di Rasetti e nelle parole di Puledda due punti di riferimento di straordinaria attualità.
