Pantigliate per il TPAN e la Seconda Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

Come il Consiglio Comunale di Luino, lunedì 30 settembre 2019 anche quello di Pantigliate (MI) ha approvato una mozione di adesione al Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN.

Spesso, dopo tre decenni di attivismo alla base, si provava un senso di solitudine, impossibilità davanti a questi grandi temi che apparivano talmente lontani ed irrisolvibili dal singolo individuo e da gruppi organizzati, come succede oggi con il cambiamento climatico, ma ora sembra che qualcosa stia cambiando.

Questa volta si respira un’altra aria, si percepisce un senso di unione degli intenti e delle azioni di diverse persone che aprono possibilità inattese, impreviste dai grandi poteri e sperate dai tanti popoli.

Venerdì 4 ottobre la Seconda Marcia per la Pace e la Nonviolenza è arrivata anche qui, nell’hinterland del sud-est milanese. Al Cinema Centrale è stato proiettato il documentario di Pressenza  “L’inizio della fine delle armi nucleari” di Alvaro Orùs e Tony Robinson. Mondo Senza Guerre e Senza Violenza ha organizzato questa iniziativa coinvolgendo due amministrazioni comunali, Pantigliate e Peschiera Borromeo, e varie associazioni della zona: Comitato permanente per la Pace, ANPI Pantigliate e Mediglia, ANPI Peschiera Borromeo, Caritas Pantigliate, InDialogo e Auser Pantigliate. Erano presenti una quarantina di persone.

Tutto ciò ci ha dato modo di riflettere ed immaginare nuove ed altre iniziative. Si stimolerà il Comune di Pantigliate ad intraprendere delle relazioni e scambi con quelle amministrazioni comunali che hanno aderito al TPAN e riguardo alle tematiche di pace e nonviolenza, in modo da appoggiare quelle organizzazioni che si battono per tali fini.

Si sta costituendo il comitato promotore della Seconda Marcia Mondiale del sud-est milanese e si stanno consolidando contatti a Lodi, Crema e Cremona.

In primavera si piantumeranno uno o più alberi per il passaggio della Marcia Milano. Si darà continuità così al progetto iniziato dieci anni fa, durante il passaggio in Italia della prima Marcia Mondiale, piantando una quercia. Un olivo (simbolo di pace) e un ginkgo biloba (albero sopravvissuto al bombardamento nucleare in Giappone alla fine della seconda guerra mondiale) cresceranno con le nuove generazioni e le accompagneranno verso quel cambiamento tanto immaginato, sperato ed atteso da tanti, ma spesso considerato utopistico.

Quindi l’utopia come impossibilità? No, basta! Grazie. Ormai è finita quell’epoca; è durata anche troppo. Oggi “Utopia” significa direzione da intraprendere. Quella direzione che illumina il cammino dell’uomo che, da sempre, tende ad andare oltre l’immaginabile.

Un altro mondo non è solo immaginabile ma, finalmente, possibile.

Sergio Zoppini

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